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Luce blu e lenti protettive per luce blu

Cos’è la luce blu?
La luce blu fa male?
Cosa sono le lenti protettive per luce blu?
Come spesso capita quando si tratta di salute, il modo di trattare alcuni argomenti può creare delle paure ingiustificate.
È il caso della luce blu. Se ne sente parlare molto spesso ultimamente, soprattutto in relazione alla salute dei nostri occhi. Cerchiamo di chiarire insieme alcuni punti.
La luce che rende visibile il mondo che ci circonda, è composta dai diversi colori che formano il cosiddetto spettro del visibile (cioè quella sequenza di colori che il nostro occhio è in grado di percepire e che si può facilmente rappresentare come una sezione di arcobaleno).

La parte blu di questo “arcobaleno” (meglio: la parte dove il blu è più profondo ed acceso, tendente al viola), è quella vicina alla luce che i nostri occhi non sono in grado di percepire, cioè la luce ultravioletta. È certo che la luce ultravioletta in eccesso, è dannosa per i nostri occhi. Tra le conseguenze conosciute ci sono, ad esempio, l’insorgenza della cataratta, o le congiuntiviti attiniche (cioè da esposizione ai raggi solari). Lenti da sole e da vista che schermano l’UV (non tutte lo fanno in egual misura), sono quindi certamente utili ed indicate. Conta, oltre all’eccessiva esposizione, anche l’accumulo, cioè la quantità di radiazioni UV che l’organismo riceve nel lungo tempo.
È la ragione per cui gli occhiali da sole, specialmente in estate, con il sole a picco, o in alta quota (dove l’UV è meno filtrato), sono consigliati anche e soprattutto ai bambini, per proteggerli dagli effetti a lungo termine. Si tratta di un atto di lungimirante tutela della loro salute.
Vale lo stesso per la parte blu della luce di cui abbiamo parlato sopra?
La luce La luce blu (come del resto una quantità ragionevole di raggi ultravioletti), è utile, anzi necessaria, al nostro organismo perché concorre a stimolare la produzione di alcune sostanze (come ad esempio la serotonina), che rendono il corpo attivo e donano uno stato di benessere. La luce blu che raggiunge la retina, contribuisce inoltre a regolare i ritmi di sonno e veglia.
L’allarme che riguarda l’eccesso di esposizione alla luce blu, deriva dall’incremento dei dispositivi elettronici con schermi LED (telefonini, computer), ma soprattutto dall’incremento del loro uso.
Bisogna però tenere presente che la luce blu emessa da un moderno schermo video, è decine di volte inferiore a quella che riceviamo quando siamo all’aria aperta (che pure non ci danneggia ed è anzi utile al nostro organismo).
Eliminarne l’emissione dalla sorgente video, inoltre, equivale a togliere una parte dei colori e dell’energia, che nel complesso formano l’immagine di ciò che stiamo osservando, mentre è raccomandabile che lo schermo sia ben illuminato e con un buon contrasto.
Anche gli studi indipendenti che si sono occupati della luce blu (ad esempio Blue-Light Filtering Spectacle Lenses: Optical and Clinical Performances, pubblicato su PubMed), indicano in estrema sintesi, che la luce blu è sì potenzialmente tossica per gli occhi (in particolare per la retina), ma che ad oggi non ci sono
evidenze che indichino la necessità di adottare misure preventive al riguardo, nel normale uso dei dispositivi elettronici con video.
Bisogna inoltre tener presente che gli smartphone e gli schermi video di ultima generazione, hanno la funzione “schermo giallo” (o “protezione luce blu”, o “night shift”), che appunto riduce l’intensità dell’emissione blu, vicariando di fatto il trattamento specifico delle lenti.
Quindi le lenti blu-protect (cioè le lenti che schermano la luce blu), sono utili?

Stabilito che l’allarme che riguarda la luce blu è ingiustificato, vediamo alcuni esempi di casi in cui le lenti blu-protettive sono indicate:

    • Patologie retiniche con degenerazione maculare
    • Particolare sensibilità soggettiva alle illuminazioni fredde (come ad esempio la luce dei
      supermercati)
    • Particolare sensibilità soggettiva alla luce dei fari LED o allo xeno, durante la guida
e un esempio in cui non sono indicate:
  • Lavori di computer grafica per i quali è importante non alterare le dominanti cromatiche (i bianchi potrebbero apparire giallognoli)

Perché testando le lenti blu-protettive nella pratica quotidiana, viene spesso riferita una sensazione di comfort?

Quasi sempre le lenti con il trattamento che filtra la luce blu, sono realizzate con materiali che bloccano i raggi UV. Tali materiali hanno una tipica colorazione paglierina. È ipotizzabile che sia la colorazione della lente, che di per sé rende più “calda” la luce che giunge all’occhio, a offrire sensazione di visione più confortevole.
Quali altre ragioni possono rendere poco confortevole la visione soprattutto nell’uso dei dispositivi con schermi illuminati a LED?
Possono essere molteplici. Tra queste:

  • Postura scorretta
  • Eccesso di utilizzo
  • Ipermetropie, miopie e astigmatismi non ben compensati
  • Presbiopie non compensate o non adeguatamente compensate
  • Illuminazione ambiente assente o inadeguata
  • Scarsa qualità della fonte video
  • Assenza o scarsa qualità del trattamento antiriflesso sulle eventuali lenti in uso
  • Problematiche muscolari e accomodative (ci si riferisce rispettivamente ai muscoli estrinseci che regolano la posizione degli occhi, e alla capacità degli occhi di mettere a fuoco da vicino, grazie alla mobilità del cristallino)

Quindi la scelta di realizzare lenti con tale tipo di protezione, deve essere compiuta valutando tutte le variabili che possono creare affaticamento o discomfort nell’uso dei device, senza avere timori generalizzati nei confronti della luce blu.

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